Guerra moderna e guerra totale

I conflitti del XX secolo hanno raggiunto dimensioni mai toccate prima nel corso degli eventi, sia per la quantità di nazioni coinvolte che per il numero di morti che hanno causato.

Attraverso un percorso a ritroso possiamo pienamente verificare che, per larga parte della storia, le guerre sono state combattute sul campo di battaglia e tra membri dei soli eserciti, in un contesto isolato dal vivere quotidiano. Un primo esempio di conflitto che ha interessato anche civili può essere considerata la Guerra di Secessione Americana, combattuta dal 1861 al 1865 tra gli Stati Uniti d’America e gli Stati Confederati d’America. Accanto al fenomeno della devastazione, è in questo evento che per la prima volta si ricorse al principio secondo cui «per prendere il pesce c’è bisogno di prosciugare l’acqua», che scevro da vesti metaforiche volle dire mettere in atto tutta una serie di strategie che riuscissero a bloccare i rifornimenti alle città, per mettere in crisi i civili.

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914 siamo dinanzi ad uno scenario di contesa che interessa tutte le maggiori potenze, non solo europee ma dell’intero pianeta. A tal proposito, bisogna tenere in considerazione il fatto che forse mai era accaduto che soldati originari delle colonie d’oltremare venissero inviati dagli stati europei, al cui potere erano assoggettati, a combattere lontano anni miglia dalla regione di provenienza.

Novità assoluta del primo scontro bellico fu il ricorso massiccio all’investimento nella ricerca scientifica da parte dei paesi in guerra, che se da un lato permise un avanzamento tecnologico, di cui forse non avremmo beneficiato in condizioni di ordinaria amministrazione e di una regolare distribuzione delle risorse economiche, dall’altro portò le maggiori potenze in contesa a sperimentare nuovi strumenti di distruzione di massa, quali aeroplani e dirigibili, seppur la formula dell’attacco dall’alto ai civili fu prerogativa del conflitto mondiale successivo. Più efficaci si rivelarono, invece, i risultati raggiunti dai sottomarini, utili nel corso di operazioni tese a bloccare i rifornimenti via mare dei nemici.

John P. Holland (1841-1914) - Ingegnere irlandese inventore del sottomarino

John Philip Holland (1840 – 1941), l’ingegnere irlandese inventore del sottomarino.

Ad ogni modo, progressi vi furono anche nel campo della chimica, che giustificarono l’utilizzo da parte dei tedeschi di gas velenosi sul campo di battaglia, atteggiamento che causò non pochi malumori tra le fila delle altre compagini europee e che porterà le stesse a stipulare una serie di trattati nel 1925 nell’àmbito della Convenzione di Ginevra, orientati a stabilire migliori condizioni di trattamento dei prigionieri di guerra, dei feriti, dei malati e dei civili.

Ma abbattimento dell’avversario stava a significare raggiungimento della vittoria totale e ciò perché i principali contendenti, Germania ed Inghilterra, non avrebbero tollerato in un futuro prossimo una presenza territoriale, seppur minima, dell’altro: il consolidamento dei tedeschi come nuova e principale forza politica ed economica passava per l’annientamento degli inglesi.

È proprio in seguito a questa politica di assenza di compromessi che nella Seconda Guerra Mondiale si avrà il passaggio dalla guerra di massa alla guerra totale, così come sostenuto dallo storico inglese Eric J. E. Hobsbawm ne Il secolo breve, opera in cui si riconduce questo fenomeno a due ragioni fondamentali. Innanzi tutto la guerra si era democratizzata, nel senso che i civili erano diventati l’obiettivo principale delle operazioni militari. In un conflitto che caldeggiava gli umori dei sentimenti nazionali, l’obiettivo era quello di ridicolizzare cultura, tradizioni e consuetudini dell’avversario. A ciò va aggiunto l’elemento della crudeltà impersonale. Ricorrere ad un attacco aereo dall’alto voleva dire annullare lo spazio del coinvolgimento emotivo, diversamente da ciò che poteva comportare, invece, uno scontro faccia a faccia.

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Venezia, Chiesa di Santa Maria di Nazareth dopo i bombardamenti austriaci. (1915)

A giudicare dagli eventi, entrambe le formazioni avverse durante il secondo conflitto mondiale ricorsero a tale strategia.

Per quel che concerne i tedeschi abbiamo riscontro nel programma di sterminio degli ebrei attraverso la macchina impersonale dei lager, organizzati come campi di lavoro. Una volta giunti a destinazione, gli ebrei venivano selezionati: coloro che non erano ritenuti in grado di lavorare, e cioè donne, bambini e persone anziane, erano destinati alle camere a gas. Tutti gli altri avrebbero potuto anche assaporare il sogno della sopravvivenza, che tuttavia rimase solo in tale dimensione irreale per una serie di condizioni disumane in cui i deportati erano obbligati a vivere, come la durezza dei lavori e la mancanza di cibo e di condizioni igienico-sanitarie adeguate, che li portò presto alla morte. La maggior parte degli ebrei, tuttavia, fu sterminata negli ultimi giorni precedenti all’arrivo dell’Armata Rossa, in modo da cancellare le prove della colpevolezza delle azioni compiute.

Per quanto riguarda, invece, la lotta ai partigiani, nell’àmbito dell’occupazione del suolo italiano, qualora non si riuscissero a compiere atti vendicativi verso i volontari della Resistenza, per le rappresaglie compiute ai danni di soldati tedeschi, questi sceglievano di colpire i civili secondo un rapporto di 50 morti per ogni tedesco ucciso.

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 Con la sigla “Eccidio di Marzabotto” si indica un insieme di stragi ad opera delle truppe nazi-fasciste, compiute tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 nei territori alle pendici di Monte Sole (BO).

L’atteggiamento degli Alleati fu pressappoco lo stesso. Essi si orientarono prevalentemente a bombardare le città. In Germania, ad esempio, gli uomini dell’aviazione inglese, la RAF, avevano il compito di colpire le fabbriche di armi. Tuttavia, queste erano ben controllate dai tedeschi e le operazioni risultavano così sempre più complesse. Fu per tale motivo che si decise di attaccare i quartieri operai, fonte di manodopera, uomini sulle cui braccia poggiavano le attività dell’industria bellica. In altri casi, si appiccavano continui incendi nelle città, in modo che assorbissero l’ossigeno nell’aria e uccidessero per soffocamento.

Tenendo conto di tali episodi, risulta evidente quanto il trascorrere dei secoli abbia mutato i tempi e il carattere dei conflitti, progressivamente orientati ad irrompere all’interno degli spaccati della quotidianità, secondo un preciso piano di coinvolgimento/sconvolgimento del fronte interno che portasse la compagine avversaria ad abbracciare l’ipotesi della resa incondizionata.

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