Parco Poesia 2014. La mia esperienza

[Dopo aver condiviso con noi i suoi versi, Chiara torna a scriverci, questa volta per parlarci della sua esperienza a Parco Poesia.]

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di Chiara Alessandra Piscitelli | Rimini, Luglio 2014.

553 sono i chilometri che separano la città di Caserta da quella di Rimini. Lì, nella magnifica cornice di Castel  Sismondo ogni anno, ormai da 11 anni, si tiene durante il mese di Luglio un vero e proprio Festival della poesia giovane.

Ebbene sì, la poesia non è cosa da vecchi! Non lo è a tal punto da permettere a più di 60 poeti esordienti di leggere i propri scritti nell’arco di tre giorni. Tra loro, quest’anno, c’ero anch’io. Una gran bella opportunità per chi è abituato a tenersi il suo mucchietto di parole stretto al petto oppure nel cassetto.

Parco Poesia, è questo il nome che undici anni fa la poetessa Isabella Leardini, che cura anche la direzione artistica del Festival, ha immaginato di utilizzare.

Perché chiamarlo così? Perché, come in una villa comunale, si conoscono persone nuove, si ascoltano parole di cui si riscopre il senso e a farla da protagonista è sempre e solo la Poesia.Schermata 2014-06-27 a 00.44.22

Cos’è stato per me? Una centrifuga di emozioni e contenuti. Essere invitati lì non è affatto scontato; riuscire a leggere i propri versi di fronte a decine e decine di persone lo è ancor meno.

Pur non essendoci nessun giudizio finale, la sensazione provata è molto simile a quella che precede un esame. Leggere su di un palco per me ha significato esporsi, prendersi la responsabilità delle proprie parole, percepirle vere come quando le si è scritte. Superata l’ansia da palco però, si sorride insieme a chi ha condiviso la stessa tensione.

Abitare il Parco per tre giorni significa anche ascoltare grandi poeti italiani: Milo de Angelis, Umberto Piersanti, Rosita Copioli, Davide Rondoni, Gian Mario Villalta e davvero tanti altri autori. Gli stessi hanno discusso delle voci poetiche italiane che ancora influenzano i giovani lettori e la loro scrittura, Nadia Campana, Mario Luzi, Camillo Sbarbaro, Giuseppe Ungaretti. Non è un caso se il leitmotiv del Festival è stato l’endecasillabo, la consapevolezza del suo valore così contemporaneo.

A una ragazza poco più che ventenne che torna dal Parco al suo paesino di provincia, sopravvivono un pieno di spunti nuovi ed inesauribile voglia di conoscere.

553 sono i chilometri che dividono Caserta da Rimini, ma la poesia viaggia seguendo tratte proprie ed ogni tanto ferma anche qui.

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