Pasolini è morto due volte

di Antonella Conca | Pasolini è morto due volte.

E se la prima la conosciamo più o meno tutti, la seconda la si può apprendere appena seduti tra i divanetti di un cinema in attesa di vedere quella grande buffonata che ha come titolo il nome dello scrittore. Con Abel Ferrara, Pasolini muore ancora una volta ma in questo caso pestato non dalla furia di ignoti e dalle ruote della sua stessa macchina, bensì dalla banalità e dalla dozzinalità con cui si è trattato uno dei migliori Pensatori (nel senso più nobile del termine) italiani.

Abel Ferrara, Pasolini, 2014

Willem Dafoe in una scena del film “Pasolini”, regia di Abel Ferrara [2014]

“Scandalizzare è un diritto ed essere scandalizzati è un piacere”. Sono certamente parole del Nostro ma riutilizzate a disuso del regista che, a parer mio, ne ha fatto un escamotage per arraffarsi maggior pubblico possibile.

Un susseguirsi di scene in cui, a parte la rappresentazione dell’ultima intervista con Furio Colombo prima della disgrazia, vige crudezza e oscenità che di certo hanno paternità pasoliniana ma non ne rappresentano unica prole. Pasolini non è solo trasgressione. E, soprattutto, a quella trasgressione egli approda dopo un percorso angosciante e tormentato che non si può certo riassumere in pochi minuti di film ma a cui almeno è doveroso accennare. Altrimenti? Altrimenti si rischia di commettere quanto è stato commesso: profanare un Poeta, un Intellettuale, un Polemista, un Saggista, un Critico, un Regista o come diceva Lui stesso: “Sul mio passaporto c’ è scritto semplicemente scrittore”. Ebbene, uno Scrittore che – vita privata a parte, discutibile o meno – ha sempre fatto del consumismo e del commerciale i mostri di una vita contro cui combattere. Ad oggi, invece, nonostante il coraggio adoperato, Abel Ferrara ha vestito proprio questi mostri di legittimità e falso ingegno ottenendo però, purtroppo, soltanto un unico risultato: la volgarità.

A mio avviso, dunque, rimane in piedi un’unica grande verità ovvero che l’unico in grado di parlare di Pasolini è e rimane Pasolini stesso:

(…) – sono come un gatto bruciato vivo,
pestato dal copertone di un autotreno,
impiccato da ragazzi a un fico,
ma ancora almeno con sei
delle sue sette vite,
come un serpe ridotto a poltiglia di sangue
un’anguilla mezza mangiata.

[Una disperata vitalità]

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Un pensiero su “Pasolini è morto due volte

  1. bellissimo questo post, amo PierPaolo Pasolini e condivido ogni tua parola,quel film non rende giustizia alla grandezza , alla generosità, all’umiltà del più grande poeta e intellettuale del Novecento in Italia.

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