Liber’amare

Banksy, I love you

Dearest,

Sai, è strano scrivere avendo negli occhi il volto di qualcuno che non sia lui. È stato una parte della mia vita, come sai, una parte che mi ha cambiata, mi ha spinto a guardarmi dentro, mettendo in discussione quelli che un tempo erano i miei principi.

Ho deciso di scriverti per ringraziarti. Lo so che tu mi dici sempre che non devo, che non è necessario e forse per questo che ho voglia di farlo ancora di più.

Mi hai insegnato ad amare. Io ho amato nella mia vita, sì.

Ho amato in modo torbido, in situazioni oscure. Ho amato forte, fino a perdere il controllo di me stessa, fino a dissolvermi in mille volute di odori e sapori differenti. Ho amato per dimostrare di poter essere bella, desiderabile per chiunque, tranne che per lui. Ho amato perdendo la mia dignità, dimenticando di amare me stessa. Ho amato perché ho creduto. Ho creduto che lui fosse l’amore, quanto meglio io potessi, chissà perché, meritare. Ho amato e non mi sono lasciata amare.

Poi la vita mi ha fatto un regalo inatteso: tu.

Mi hai scelta e mi hai amata, mi hai raccolto dalle mie macerie. Mi hai insegnato che il mio non si chiama amore: l’amore si nutre di bellezza e luce, rifugge da ombre, menzogne e fanghiglia.

Di quella sera, ricordo hai chiesto come mi chiamassi e sono arrossita, riesco a sentire ancora la carica di calore che avvertivo sotto la pelle e risaliva verso le orecchie. Non ascoltai il tuo nome, lo stesso che oggi, quando lo pronuncio, mi riporta a casa.

Mi hai insegnato la potenza delle piccole cose. Il conforto di trovare la tua mano se allungo la mia nel letto, la bellezza di camminare abbracciati, di mangiare un panino in un pub.

Oggi nei miei gesti non c’è più lui e insieme sono sparite le bugie e il dolore. Oggi nei miei giorni vedo il tuo sorriso delicato e trasparente, un sorriso contagioso che ha restituito al mio viso un’espressione di gioia e serenità che avevo perso da troppo tempo. Oggi nei miei giorni quello che mi piace siamo noi due, insieme.

Vorrei imparare ad amarti come mi ami tu, intanto accogli questo mio goffo tentativo come un modo per abbracciarti anche con le parole, quelle che hai usato così bene per stringerti a me e che mi hanno salvata.

Con tutto l’amore che sto imparando.

Tua,

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