Barbone

Lee Jeffries, Homeless

Elisa, una volta vivevi
tra i viadotti lacrimali
della città più povera
saccheggiata dai Magiari.
Sul tuo viso una cometa
si schiudeva, si prostrava
solo in quella notte
ha dato il senno a chi cercava
l’ultimo esempio da dimenticare.

Per effetto delle incarnazioni
i deserti, le dune che hai sul collo
sono le radici tra cui sbocciano
le mie scarpe peste di carbone.
Dormirò anche stanotte barbone
su un divano di spine
in una casa deragliata
dentro una stalla dirottata.

Gerbera senza profumo, fiore di petrolio
lasciami entrare oppure
taglierò a pezzetti il tuo ego
per uccidere l’insoddisfazione
o sfonderò la porta che hai blindato
a forza di testate nucleari
o esploderò tutti i miei fegati
su un paio di stracci alla stazione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...