Il Padrino: una svolta nel gangster movie


Curiosità: per questa scena usarono una vera testa di cavallo! Coppola affermò, nel commento presente nella versione DVD, che si fecero spedire i macabri resti dell’animale da un mattatoio.

Il Padrino (The Godfather) è uno dei film che maggiormente ha rivoluzionato la storia del cinema. Esso appartiene al genere dei gangster movie, nato negli anni ’30 a seguito della grande crisi economica del 1929: nelle pellicole di questo filone, generalmente si rappresentava il lato negativo della società americana, mostrando l’ascesa e la caduta di delinquenti immigrati (detti, per l’appunto, gangsters) che arrivavano ad accumulare potere e ricchezze tramite brogli ed illeciti.

Dopo gli anni ’30, i film di gangster, salvo poche eccezioni, riscossero scarso successo, ma le cose cambiarono nel 1972, anno di produzione de Il Padrino.

Questo lungometraggio è tratto dal romanzo omonimo dello scrittore Mario Puzo, i cui diritti vennero comprati dalla Paramount Pictures. Per la trasposizione cinematografica furono contattati vari registi, tra i quali anche il nostro Sergio Leone; tutti rifiutarono ed il progetto dunque venne affidato a Francis Ford Coppola, cineasta all’epoca semisconosciuto.

Padrino castUna foto che ritrae il cast principale de Il Padrino: insieme al regista Francis Ford Coppola (al centro) appaiono da sinistra gli attori James Caan, Marlon Brando, Al Pacino e John Cazale.

È difficile riassumere la trama dell’opera in poche righe: tutto quello che si può dire è che essa narra le vicende di una famiglia mafiosa di origini siciliane, i Corleone; Don Vito, il patriarca del clan ormai vecchio e stanco, si ritrova a trasferire tutto il suo potere ai due figli, Santino e Michael: il primo è felice al pensiero di potersi dedicare agli affari sporchi di famiglia, mentre il secondo, timido e decorato della Seconda Guerra Mondiale, è riluttante a seguire le orme del padre. Tuttavia, il destino farà prendere una piega inaspettata agli eventi.

Il Padrino rompe gli schemi classici dei gangster movie, rinverdendo il genere e dandogli nuova linfa. Le prime differenze coi film di vecchio stampo si vedono nei temi affrontati. Protagonista della pellicola non è un singolo individuo, ma un’intera famiglia dalla struttura patriarcale più italiana che americana; il boss mafioso non è solo ma è circondato da moglie, fratelli, figli e nipoti. L’onore e la rispettabilità della famiglia sono concetti di grande rilevanza: essi vanno difesi con qualsiasi mezzo, anche a costo di compiere efferati delitti.

Altro punto sul quale Il Padrino si distacca dai film classici del genere al quale appartiene è quello relativo ai personaggi; i cattivi di turno non sono degli psicopatici che uccidono a sangue freddo, anzi: qui ci sono padri di famiglia, che non sono destinati a morti tragiche o alla prigione, e uomini i quali sono parte integrante della comunità civile. A questo proposito, viene a instaurarsi un parallelismo tra mafia e politica quanto mai veritiero e attuale: basti pensare che, nel film, la massima aspirazione di Don Vito sarebbe quella di avere un figlio (Michael) senatore o, addirittura, presidente degli Stati Uniti!

Tra i pregi della pellicola si segnalano la colonna sonora, composta da Nino Rota, e un uso della violenza mai banale e sempre realistica. Molti sono i momenti celebri del lungometraggio passati alla storia e citati negli anni successivi: si va dalla scena della testa del cavallo mozzata, alla sequenza finale in cui il montaggio alternato accosta le immagini di un sacro battesimo a quelle di un massacro senza pietà.

Brando-GodfatherCandidato a dieci premi Oscar e vincitore di quattro, Il Padrino fu il trampolino di lancio per la carriera del cineasta Coppola e dell’attore Al Pacino, che interpreta il ruolo di Michael; la pellicola riportò inoltre in auge la figura di Marlon Brando (nella foto durante una scena del film), al quale venne assegnato il ruolo di Don Vito. Al giorno d’oggi, se pensiamo ad un boss mafioso, non possiamo non raffigurarlo con le guance corpose e la voce roca del capofamiglia dei Corleone.

Insomma, è estremamente consigliata la visione de Il Padrino a quei pochi che ancora non ne hanno avuto l’occasione… E questo è un suggerimento che non si può rifiutare!

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