Eternal sunshine of the spotless mind: la resistenza della memoria

È possibile cancellare ricordi di eventi spiacevoli? Non sono in pochi ad essersi posti questa domanda. E la scienza sembra fornirci una risposta: un gruppo di ricerca, guidato da Marijn Kroes della Radboud Universiteit Nijmegen (Paesi Bassi), è riuscito a farlo utilizzando l’elettroshock. Lo studio, risalente a qualche anno fa, ha aiutato a comprendere meglio come funziona la nostra memoria, ma ci sono (ovviamente) ancora molti dubbi e incertezze. Questo nella vita reale. Anche il cinema, però, ha trattato il tema, con un film che ha vinto l’Oscar per la migliore sceneggiatura nel 2005: Se mi lasci ti cancello.

“Ricordati di me. Fa’ del tuo meglio”. Da notare come nell’avanzare della sequenza, tutti i libri del locale scompaiano diventando bianchi, segno che il meccanismo di cancellazione sta funzionando.

Questo lungometraggio è stato diretto dal francese Michel Gondry, ed ha come protagonisti principali Jim Carrey e Kate Winslet. La trama narra della relazione amorosa tra Joel e Clementine: dopo diversi alti e bassi, Clementine deciderà di rompere e si rivolgerà ad una clinica, la Lacuna Inc., per sottoporsi ad un esperimento grazie al quale dimenticherà completamente Joel e la relazione con lui. Scoperto ciò, anche Joel deciderà di fare lo stesso, ma nel mezzo del trattamento capirà che non è questo quello che vuole davvero e farà di tutto per trattenere i suoi ricordi, ostacolando i tecnici della Lacuna nel loro lavoro.

Se mi lasci ti cancello non è un film d’amore, dove viene semplicemente descritta una storia romantica, ma è un film sull’amore, nel quale si cercano di descrivere i suoi meccanismi e le sue conseguenze. Il titolo italiano lascerebbe pensare ad una commedia sdolcinata, ma gli spettatori più attenti avranno certamente notato che il titolo originale dell’opera, Eternal sunshine of the spotless mind (traducibile liberamente nella nostra lingua come “Infinita letizia della mente candida”), riprende un verso del poema epistolare Eloisa to Abelard, scritto dal poeta inglese Alexander Pope (1688-1744), e non ha nulla a che fare con l’adattamento italiano. Questa non è l’unica citazione letteraria all’interno del film; la frase «Beati gli smemorati, perché avranno la meglio anche sui loro errori» si trova nell’opera Al di là del bene e del male del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ed è pronunciata da una dipendente della Lacuna, Mary Svevo, interpretata da Kirsten Dunst. E si badi al fatto che alcuni termini presenti nella pellicola, per l’appunto Lacuna e Svevo, non sono puramente casuali (Il primo può essere un sinonimo di “dimenticanza”; il secondo è una chiara allusione allo scrittore Italo Svevo, affascinato dalla psicanalisi freudiana).

L’aforisma di Nietzsche evoca il tema principale del film: è meglio cercare di dimenticare errori ed eventi spiacevoli avvenuti in passato, oppure mantenere vivo il ricordo di ciò che è stato? Cancellare equivale ad essere felici? Come emergerà nel corso del film, l’oblio è la via più semplice ma non la migliore, perché è il passato a renderci ciò che oggi siamo e non si può (e, in certi casi, non bisogna) cancellarlo con un colpo di spugna. Inoltre, in psicanalisi, anche l’eminente Sigmund Freud trattò questo aspetto nel corso delle sue ricerche, arrivando ad affermare che per quanto l’essere umano cerchi di eliminare ricordi o fatti spiacevoli dalla propria coscienza attraverso il meccanismo della rimozione, essi comunque si manifesteranno attraverso nevrosi o sogni.

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Da sinistra: Jim Carrey, Michel Gondry e Kate Winslet sul set del film.

Se mi lasci ti cancello è sempre in bilico tra commedia e melodramma, con un tocco di fantascienza, essendo gran parte della trama ambientata nel cervello di Joel, tra i suoi ricordi oggetto della cancellazione; per quanto riguarda le scenografie, una lode va a coloro che hanno lavorato alla messa in scena dell’opera, perché gli effetti speciali sono ridotti al minimo essenziale, volendo il regista affidarsi a invenzioni artigianali. L’esposizione narrativa è frammentata, e solo al termine si arriva alla comprensione globale della storia: il film inizia con una prolessi, per poi continuare con un’analessi. Nel suo sviluppo il film è capace di strappare un sorriso ma anche di farci seriamente riflettere. Il merito non è solo della sceneggiatura ma anche dei due bravissimi attori principali, Kate Winslet e Jim Carrey, contornati da un cast di tutto rispetto che svolge appieno il suo lavoro.

In particolare, va elogiata l’interpretazione di Carrey, famoso in Italia soprattutto per i suoi ruoli comici (i due film basati sul personaggio dell’animalista Ace Ventura sono pietre miliari del genere demenziale), ma nel corso degli anni si è distinto per ruoli drammatici, basti pensare al The Truman Show di Peter Weir girato nel 1998. Un attore versatile per una pellicola che è un piccolo gioiello della cinematografia contemporanea.

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