Fino all’ultimo respiro e la Nouvelle Vague francese

415_NV_About_WebCorreva l’anno 1959 quando, al Festival di Cannes, furono presentati Hiroshima Mon Amour di Allan Resnais e I 400 colpi di François Truffaut (il secondo fu anche premiato per la miglior regia). Nel 1960, da un soggetto dello stesso Truffaut nacque Fino all’ultimo respiro, opera prima di Jean-Luc Godard. Sono questi i lungometraggi ed i cineasti simbolo della Nouvelle Vague (in italiano “Nuova Onda”), una corrente cinematografica destinata a rivoluzionare il cinema francese ed internazionale.

Però, prima di soffermarci sulle caratteristiche di Fino all’ultimo respiro, spiegando in tal modo i punti essenziali della Nouvelle Vague, è necessario presentare il contesto storico in cui tutto ebbe inizio.

La cinematografia francese del secondo dopoguerra produsse film di alta qualità e prestigio spesso basati su opere preesistenti, come i grandi classici letterari dei secoli scorsi. I costi di produzione erano molto elevati a causa dell’utilizzo di scenografie fastose, luci ed effetti speciali di notevole rilevanza, attori di prima grandezza, spesso provenienti dall’ambito teatrale. Scopo di questi lavori era quello di rifondare una morale nazionale, uscita distrutta dal secondo conflitto mondiale, tramite personaggi e dialoghi idealizzati; francois-truffaut-striketuttavia, questi film non rappresentavano la realtà quotidiana nella quale viveva ogni giorno il popolo francese. A rompere con la tradizione ci pensò un gruppo di intellettuali cinefili, capeggiati dal già citato Truffaut e dal critico André Bazin: quest’ultimo fondò, nel 1952, la rivista Cahiers du Cinéma, nella quale apparivano articoli di critica militante e saggi teorici sul cinema.

Tornando al film Fino all’ultimo respiro di Godard, esso è un perfetto esempio dello stile della Nouvelle Vague. Per quanto riguarda la trama, essa racconta le vicende di Michel, un giovane criminale interpretato da Jean-Paul Belmondo, che ruba un’auto ed uccide un poliziotto; arrivato a Parigi, riallaccia i rapporti con una sua amica statunitense (Jean Seberg), ma sarà braccato dalla polizia per le malefatte commesse in precedenza. Fondamentalmente, questa è una storia semplice e priva di fronzoli; probabilmente, per il suo desiderio di catturare la realtà così come si presenta, la Nouvelle Vague fu influenzata dal Neorealismo italiano.

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Le innovazioni più importanti si registrano nella regia di Godard: come la maggior parte dei film della corrente cinematografica cui appartiene, Fino all’ultimo respiro fu girato al di fuori dei teatri di posa, per strada o in appartamenti realmente esistenti; il budget ridotto non consentì l’uso di costose attrezzature, come luci e riflettori artificiali, di modo che le uniche luci visibili nell’opera sono quella solare e quelle intra-diegetiche (non esterne al racconto e delle quali si può osservare la fontejean-seberg-sul-set-di-fino-all-ultimo-respiro-25716_jpg_242x242_crop_q85, ad esempio lampade e lampioni). Altre novità si possono constatare nel montaggio: Godard tagliava spesso i silenzi dei dialoghi, spezzando in tal modo la continuità delle scene senza utilizzare i raccordi tipici del cinema classico. Infine si verifica, ad inizio film, anche la rottura della quarta parete, e non sono insoliti gli sguardi in macchina da parte dei personaggi.

Tramite tutte queste operazioni, Godard trasgredì le regole del cinema di vecchio stampo, svecchiando il linguaggio filmico e conferendogli maggiore dinamicità. All’epoca, solo una parte della critica capì la capacità rivoluzionaria di tale film, mentre oggi Fino all’ultimo respiro è considerato all’unanimità uno dei pilastri del cinema moderno.

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2 pensieri su “Fino all’ultimo respiro e la Nouvelle Vague francese

  1. susy ha detto:

    Non dico niente di nuovo se affermo che questo film ha segnato il cambiamento, ha dato la percezione del reale negli sguardi dei protagonisti, nei silenzi “assordanti” che facevano dialogare il pensiero.

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    • Non dici nulla di nuovo, ma comunque dici una cosa giusta, Susy. La Novelle Vague (come il Neorealismo in precedenza, per fare un altro esempio) ha fortemente cambiato il mondo cinematografico… In meglio!

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