Due giorni, una notte: il cinema impegnato dei fratelli Dardenne

marion cotillardCostantemente protesi al cinema d’impegno sociale, i fratelli belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne hanno dedicato al sempre attuale tema del lavoro la loro penultima pellicola, Due giorni, una notte, presentata al Festival di Cannes del 2014.

Il film ha come protagonista Sandra, operaia in una piccola fabbrica che produce pannelli solari. Dopo un periodo d’assenza forzata a causa della depressione, la donna viene licenziata su decisione dei suoi compagni di lavoro, che per questa scelta hanno guadagnato un bonus di mille euro a testa. Con l’aiuto dell’amorevole marito e delle due figlie, Sandra non si darà per vinta: per riottenere il posto dovrà convincere la maggioranza dei suoi colleghi a rinunciare al bonus in modo da poter essere riassunta. Avrà a disposizione due giorni e una notte per parlare con ciascuno di loro.

A interpretare Sandra è una strepitosa Marion Cotillard che, per questo ruolo, ha ricevuto una nomination all’Oscar; dardenne cotillardnomination a dir poco meritata, perché l’attrice francese (che ha già vinto una statuetta nel 2008, per aver interpretato nel biopic La vie en Rose la cantante francese Edith Piaf) si cala alla perfezione nella parte, dando vita, attraverso gesti e parole, a un personaggio fragile ma pronto a ritornare a vivere dopo un periodo difficile.

L’assenza di musiche e la regia asciutta dei Dardenne, con pochi stacchi di montaggio e la cinepresa che segue costantemente la protagonista nella sua missione, danno al film un taglio documentaristico. È interessante notare due-giorni-una-notte-foto-di-scenache i due fratelli belgi, prima di approdare al cinema di finzione, abbiano esordito girando diversi documentari: in particolare, nei primi anni della loro carriera, descrissero a più riprese gli orrori del Nazismo.

Tornando al film, in corso d’opera viene dato ampio risalto al dilemma morale dei colleghi di Sandra, diversi per sesso, età e talvolta etnia, non riuscendo a scegliere fra cosa sembra giusto (permettere alla protagonista di essere reintegrata sul posto di lavoro) e cosa sembra, per loro, necessario (prendere il bonus di mille euro per migliorare la situazione economica delle loro famiglie). C’è chi decide di dare una mano all’amica in difficoltà, chi invece non ascolta la richiesta d’aiuto della donna, ma è l’incertezza a regnare sovrana.

Due giorni, una notte è un’opera dura, che non edulcora in alcun modo la realtà; tuttavia, per Sandra e per coloro che si trovano in situazioni complicate, c’è sempre speranza, se si è disposti a reagire di fronte alle batoste della vita.

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