La poesia che non ho scritto #3. Da “Mappa del nuovo mondo” di Derek Walcott

walcott derek

Concludendo

Vivo sull’acqua,
solo. Senza moglie né figli.
Ho circumnavigato ogni possibilità
per arrivare a questo:

una umile casa su acqua grigia,
con le finestre sempre spalancate
al mare stantio. Certe cose non le scegliamo noi,

ma siamo quello che abbiamo fatto.
Soffriamo, gli anni passano, lasciamo tante cose per la strada, fuorché il bisogno

di fardelli. L’amore è una pietra
che si è posata sul fondo del mare
sotto acqua grigia. Ora, non chiedo nulla

alla poesia, se non vero sentire:
non pietà, non fama, non sollievo. Tacita sposa,
noi possiamo sederci a guardare acqua grigia,

e in una vita traboccante
di mediocrità e rifiuti
vivere come rocce.

Scorderò di sentire,
scorderò il mio dono. È più grande e duro,
questo, di ciò che là passa per vita.

(Traduzione di Antonio di Vilio basata su quella di Gilberto Forti, edita da Adelphi)

Winding Up

I live on the water,
alone. Without wife and children,
I have circled every possibility
to come to this:

a low house by grey water,
with windows always open
to the stale sea. We do not choose such things,

but we are what we have made.
We suffer, the years pass,
we shed freight but not our need

for encumbrances. Love is a stone
that settled on the sea-bed
under grey water. Now, I require nothing

from poetry but true feeling,
no pity, no fame, no healing. Silent wife,
we can sit watching grey water,

and in a life awash
with mediocrity and trash
live rock-like.

I shall unlearn feeling,
unlearn my gift. That is greater
and harder than what passes there for life.

È questa una di quelle poesie che arriva in soccorso ad un’esistenza solitaria, a tratti anacoreta, in cui si trova una sensibile manifestazione del ruolo stesso della poesia: è ciò che deve essere successo a me, come lettore, a Derek Walcott come poeta. In “Sea Grapes”, raccolta in cui emergono questi versi, è presente il continuo far fronte ai turbamenti che affollano la mente dell’autore e per i quali si fa forte la tensione tra le passioni della vita e la poesia stessa con i relativi aspetti e ruoli che in questa tensione essa si ritrova a coprire. Vivere sull’acqua è ora un cercato distacco in cui tuttavia ritroviamo l’unico momento di personalizzazione, quello regalato della poesia e poco importa come nell’affannare della vita si sia arrivati a questo punto o quale sia il senso di questo percorrere. Il poeta è lì, alla finestra di una piccola casa sul mare a riflettere sulle encumbrances, sulla limitatezza della propria esistenza che nell’acqua grigia si naturalizza, per poi invocare la poesia, sua sposa, affinché gli conceda in pochi sprazzi di rimpossessarsi dei sensi. Così finalmente si ritrova a derek walcott mappa del nuovo mondoguardare, desiderando il breve vero sentire, a cui dovrà poi rinunciare (unlearn), a malincuore, nel bel mezzo dell’anelante percorso della vita mediocre, sul quale fondo, come una pietra, si è posato l’amore.


Derek Walcott
è nato nei Caraibi nel 1930, e vive fra Boston e Saint Lucia. Nel 1992 gli è stato conferito il Premio nobel per la letteratura. Concludendo è tratta da Mappa del nuovo mondo (Adelphi, 1992).

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