Taxi Driver, il film figlio della solitudine

Taxi-Driver-1976-Martin-Scorsese-Robert-De-Niro

Los Angeles, metà degli anni ’70: Paul Schrader è un critico e sceneggiatore cinematografico in piena crisi personale. Disoccupato, separato dalla moglie e senza dimora, proprio in questo momento buio darà alla luce una sceneggiatura che verrà poi trasformata in film da Martin Scorsese: Taxi Driver. La pellicola arrivò nelle sale italiane ormai 40 anni fa, il 27 agosto 1976.

Il film ha come protagonista Travis Bickle, un giovane newyorchese reduce dal Vietnam, che decide di sfruttare le sue notti insonni dedicandosi all’attività di tassista. Tra una corsa e l’altra, la sua vita si intreccerà con quelle di Charles Palantine, un senatore candidato alla presidenza statunitense, e di Iris, una prostituta adolescente. Una serie di eventi metteranno a dura prova la già instabile lucidità mentale di Travis, fino ad un drammatico epilogo.

Uno dei temi centrali della pellicola è la solitudine, come Schrader ha confermato in una recente intervista: «Quando scrivo un film, di solito mi interessa partire da una metafora e cercare di esprimerla. Uscivo da un periodo di solitudine estrema, e l’immagine di un uomo che fa il turno di notte in una metropoli come New York alla guida di una bara d’acciaio gialla la rappresentava al meglio». Lo sceneggiatore venne anche influenzato da scrittori come Jean-Paul Sartre e Fëdor Dostoevskij: dal primo mutuò il concetto dell’uomo come essere nato senza uno scopo preciso e che quindi lo costruisce da sé nel corso della propria vita; del secondo si ispirò al romanzo Memorie dal sottosuolo, nel quale un uomo tormentato e insoddisfatto cerca di ricondurre una giovane prostituta sulla retta via.

//giphy.com/embed/3oz8xsgFEKlx9f6gqk

via GIPHY

Il protagonista di questa pellicola, interpretato da un Robert De Niro in forma smagliante, è un uomo solo, che non riesce ad inserirsi nel contesto sociale in cui vive, ed è alla perenne ricerca di uno scopo, come lui stesso ripete più volte nel corso della narrazione. Per questo motivo, egli dapprima cercherà di attentare alla vita del senatore Palantine, simbolo del marciume e dell’ipocrisia che lui detesta; poi, messa da parte questa intenzione, si lancerà nell’impresa di convincere Iris a smettere di jodie-foster-taxi-driverprostituirsi: dopo non esservi riuscito con le buone maniere, scatterà in lui la molla della violenza.

La sequenza finale del lungometraggio, in cui Travis uccide i protettori di Iris, è oltremodo violenta (anche per gli standard attuali) e destò, all’epoca, molto scalpore, soprattutto per il fatto che sulle scene era presente anche una giovanissima Jodie Foster, attrice interprete di quel ruolo, appena tredicenne, che tuttavia assicurò di non aver subito traumi grazie alle premure della troupe.

Taxi Driver è oggi unanimemente considerato per regia, sceneggiatura e recitazione uno dei
capisaldi della Nuova Hollywood, corrente che rinnovò il cinema statunitense tra gli anni ’60 e ’80, consacrando axi-driver-photodefinitivamente De Niro e Scorsese (che pure avevano già raccolto ottimi risultati nel settore) e lanciando le carriere di Paul Schrader e Jodie Foster.

P.S. De Niro è celebre per il meticoloso impegno che profonde nel recitare e Taxi Driver ne è una prova: prima che iniziassero le riprese del film, l‘attore lavorò davvero come tassista per alcuni mesi, in modo da potersi perfettamente calare nella parte del personaggio che avrebbe dovuto interpretare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...