#4dicembre: perché votare No al Referendum Costituzionale

referendum-costituzionale-696x311

[Disclaimer: Siamo un blog generalista, un blog culturale. Non abbiamo mai voluto occuparci di politica in senso stretto, per quanto noi della redazione e i nostri collaboratori condividiamo idee e valori che non possono non trasparire da alcune delle cose che scriviamo. Il referendum del 4 dicembre ci coinvolge nel profondo, in quanto cittadini e in quanto persone che, con tutti i limiti del caso, offrono su questo blog uno spazio di crescita e dibattito. Ne parlavamo tra noi, dal vivo, e volevamo farlo anche qui con voi. Così abbiamo chiesto a due nostri amici, sostenitori l’uno del sì, l’altro del no, di argomentare le proprie posizioni. Ne sono risultati due articoli di grande spessore intellettuale (questa la nostra personalissima opinione), che speriamo possano risultarvi interessanti. Perciò al primo articolo, sulle ragioni del sì, ne sta seguendo uno “speculare”, sul perché votare no. Buona lettura!]

di Gianluca di Agresti | Il 4 dicembre il popolo italiano sarà chiamato alle urne per la votazione di un referendum confermativo che concerne la revisione della seconda parte della Costituzione italiana. Prima di avventurarci nella disquisizione della materia oggetto del referendum occorre fare una premessa sulla natura della nostra Costituzione. Mi preme affermare con chiarezza che la Costituzione non è un corpo neutro, non di parte, frutto di un compromesso tra forze politiche elette dal popolo italiano. La Costituzione è il documento ufficiale della Repubblica italiana nata dalla Resistenza antifascista, espressione della migliore cultura comunista, socialista, liberale e cattolica che diede slancio al nostro paese dilaniato dalla seconda guerra mondiale. Con la nascita della Costituzione si afferma quindi l’idea della democrazia di massa costruita sui partiti politici. Una democrazia parlamentare dove il governo veniva legittimato dalla fiducia dei deputati e dei senatori eletti da tutti i cittadini. Al Parlamento spetta quindi la funzione legislativa, al Governo quella esecutiva, e alla Magistratura il rispetto delle leggi. Queste cose possono sembrare banali agli occhi dei ben informati ma è compito di chi fa militanza politica parlare alle persone con semplicità e cercare di rendere spiegabili argomenti complessi come quelli che stiamo trattando. Con buona pace di Eugenio Scalfari, che tende ad assimilare democrazia ed oligarchia, questi sono due oggetti teorici estremamente differenti. La democrazia è il governo del popolo, di quella parte meno possidente che esercita il potere, il kratos, anche in maniera violenta – per dirla alla Luciano Canfora. L’oligarchia è il governo dei pochi, quasi mai i migliori che sulla base di una migliore posizione sociale governano i molti che spesso coincidono con i meno abbienti costretti a subire misure anti-popolari. Quella odierna è una democrazia sempre più oligarchica, che ahimé con questa riforma costituzionale potrebbe sempre di più plasmarsi alle esigenze delle elites economiche, politiche e finanziarie a discapito del popolo, inteso come blocco sociale gramsciano. referendum-costituzionale-testo

La nostra Costituzione, attraverso il suo penultimo articolo (il 138), prevede la possibilità di essere oggetto di una parziale revisione, tranne che per la sua forma di Stato repubblicana. Una revisione che deve aver per oggetto due passaggi parlamentari tra Camera e Senato a distanza di almeno tre mesi e che prevede, se non si ha la maggioranza qualificata dei due terzi, di chiamare il popolo alle urne attraverso un referendum confermativo, come quello del prossimo 4 dicembre. Dovremo esprimerci sulla modifica del Senato, che non verrà più eletto dal popolo, ma attraverso una elezione di secondo livello. I nuovi senatori saranno così 74 consiglieri regionali, 21 sindaci più 5 di nomina presidenziale che resteranno in carica per sette anni. Eppure la sovranità appartiene al popolo. Non sembra così per i nuovi costituenti che vogliono, a mio giudizio, limitare l’azione politica dei cittadini che attraverso il voto possono scegliere i loro rappresentanti e presentare attraverso una raccolta firme le leggi di iniziativa popolare. Con questa riforma per presentare una legge al Parlamento le firme triplicano. Da 50000 passano a 150000. Scende il quorum per eleggere il Presidente della Repubblica. Il partito che vince le elezioni con una legge elettorale fortemente anti-democratica e non rappresentativa del popolo in maniera effettiva si elegge giudici costituzionali, Presidente della Repubblica e conferisce la fiducia al suo governo, che potrà decidere le sorti di intere comunità; ad esempio, allocando senza consultare i comitati territoriali impianti di incenerimento dei rifiuti, dannosi da sempre per la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema. Bisogna votare No per ripartire dalla democrazia di base, dallo sviluppo di coscienze critiche e dalla condanna a questo modello di società che vuole i popoli succubi e docili ai richiami del mercato e del consumo acritico.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...