Uomini contro e la crudeltà della guerra

uomini-contro

Basato sul romanzo Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu, Uomini contro, film diretto dal regista napoletano Francesco Rosi nel 1970, racconta alcuni eventi legati a una delle pagine più cupe della storia italiana: la prima guerra mondiale.

Protagonisti della pellicola sono infatti i soldati e gli ufficiali militari di stanza sull’altopiano di Asiago, territorio allora conteso da Italia e Impero Austro-Ungarico; tra di loro, spiccano alcuni personaggi in particolare, come il tenente Ottolenghi (interpretato da Gian Maria Volonté), il giovane sottotenente Sassu e il generale Leone.

Come Orizzonti di gloriawar movie di Stanley Kubrick, del 1957, al quale Uomini contro si è certamente ispirato per forma e contenuti –, Uomini contro narra l’insensatezza e la crudeltà della guerra, mostrando fatti spesso passati in secondo piano, poiché si preferiva dare risalto a valori quali il nazionalismo e l’onore della patria. Non mancano scene di maltrattamenti, decimazioni e ribellioni di soldati, spesso provenienti da umili ceti sociali, per nulla interessati a combattere e desiderosi della pace. Non è casuale una frase pronunciata dal tenente Ottolenghi, il quale vorrebbe porre fine ad una guerra “di morti di fame contro morti di fame”, incitando i suoi compagni a lottare contro il nemico interno: le alte sfere militari lontane dalle trincee, sempre pronte a mandare al massacro le loro truppe pur di conquistare terreni che, dopo pochi giorni, quasi certamente torneranno in mani nemiche.

uomini-contro-2Se Ottolenghi perderà la vita durante un ennesimo sterile attacco per riconquistare il monte Fior, a Sassu non andrà meglio: rifiutandosi di fucilare alcuni soldati, “colpevoli” di essersi ritirati di fronte al nemico, verrà lui stesso condannato a morte a seguito di un colloquio col generale Leone, uomo spietato e insensibile, interessato solo alla effimera gloria bellica.

Uomini contro è una pellicola chiaramente pacifista, un’efficace opera contro la retorica della guerra come espressione di forza e virilità: in tali occasioni, non c’è nulla da esaltare: esistono soltanto dolore e disgrazia. All’uscita della pellicola, Rosi venne accusato per vilipendio dell’esercito, avendone fornito una visione deplorevole. La denuncia, tuttavia, contribuì a pubblicizzare il film, che soltanto col trascorrere del tempo venne pienamente compreso dai critici italiani.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...