Zootropolis: una storia di tolleranza

zootropolisZootropolis, diretto da Byron Howard e Rich Moore è il 55° classico Disney, arrivato nelle sale statunitensi a marzo 2016.

Il film è ambientato in una città utopistica, Zootropolis per l’appunto, abitata da animali antropomorfi. Qui, le più svariate specie convivono pacificamente, in quartieri che rispecchiano vari habitat naturali: campagna, savana e vette innevate. Per la prima volta nella pellicola, osserviamo questi straordinari paesaggi – meravigliosamente realizzati al computer – attraverso gli occhi di Judy, una coniglietta che riuscirà a coronare il suo sogno di lavorare in polizia. Dopo un inizio poco entusiasmante nelle vesti di ausiliario del traffico, le sarà affidato un caso riguardante le sparizioni di ben quattordici animali; sarà aiutata nelle indagini dall’astuto Nick, una volpe che vive di espedienti ai margini della legalità.zootropolis judy nick

Nella forma, Zootropolis è certamente un film per bambini, ma i contenuti possono essere metabolizzati appieno perlopiù da un pubblico adulto. Lampanti sono i riferimenti ad argomenti come il razzismo: la popolazione di Zootropolis, infatti, è divisa in due grandi classi, ossia quelle delle prede e dei predatori; questi ultimi, in netta minoranza, saranno collegati alle misteriose scomparse sulle quali lavorano Judy e Nick, e pertanto verranno poi guardati con sospetto dalla stragrande maggioranza dei cittadini, formata da prede. Può essere questo un chiaro riferimento al razzismo tutt’oggi dilagante negli USA, dove minoranze etniche (come quella degli afro-americani) sono apertamente osteggiate e vittime di episodi di violenza.

Continuando il parallelismo con gli Stati Uniti, Zootropolis, però, rispecchia anche il concetto dell’American dream: infatti, la città offre numerose opportunità per avere successo, essendo l’ambiente ideale per appagare i propri desideri. Lo sa bene Judy che, nonostante la sua taglia minuta, diventa un’agente di polizia contro ogni  pronostico dei genitori – loro vorrebbero per lei una vita appartata e lontana dai pericoli – e dei bulli, i quali da piccola la terrorizzavano, come mostrato nell’incipit dell’opera.

Il film rientra nel genere del buddy cop movie, dove due personalità diverse e in conflitto fra di loro sono costrette a lavorare assieme per risolvere un crimine. Non mancano sequenze d’azione con inseguimenti spettacolari ed esplosioni, ma ci sono anche scene che strappano un sorriso; emblematica, a tal proposito, è quella che coinvolge nella narrazione un bradipo impiegato alla motorizzazione, il quale svolge il suo lavoro molto lentamente: anche a Zootropolis, come nel mondo reale, la burocrazia ha le sue lungaggini! Impossibile, poi, non notare gli omaggi ad altre pellicole o serie di culto, come Il Padrino o Breaking Bad, perfettamente inseriti nella sceneggiatura.  

zootropolis bradipo

Il 26 febbraio 2017, quasi un anno dopo l’uscita in sala, Zootropolis è stata premiato con l’Oscar come miglior pellicola d’animazione: Howard e Moore hanno ringraziato l’Academy e il pubblico in tutto il mondo, il quale «ha raccolto questo stile e questa storia di tolleranza, che è più forte della paura degli altri».

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