2017: Faust nello spazio

Go è un gioco di strategia orientale simile alla dama o agli scacchi, il cui campionato mondiale si disputa online. L’attuale campione del mondo, Master P, ha vinto 51 partite su 52, pareggiando l’ultima a causa della disconnessione dell’avversario. È diventato un vero idolo, e lo è ancora di più da quando ha fatto coming out: Master P è una Intelligenza Artificiale (IA) elaborata da Google nell’ambito del progetto DeepMind. In questi giochi di strategia, le macchine vincono confrontando tutte le possibili mosse per calcolare quella migliore.

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L’uomo era stato sconfitto agli scacchi già nel 1997, quando DeepBlue sconfisse Kasparov,[14] ma questa strategia non è applicabile al Go, poiché il numero di mosse possibili è molto più alto di quelle già stratosferiche degli scacchi o della dama: il computer avrebbe semplicemente impiegato troppo tempo per calcolare tutte le mosse. Ma Master P è un’IA vera e propria, non un semplice computer. Master P, versione successiva di AlfaGo, ha imparato a giocare, trovando soluzioni proprie e nuove strategie, studiando le partite dei grandi giocatori del passato e giocando contro se stesso. Master P ha vinto non perché abbia fatto calcoli incredibili sulle mosse, ma perché è stato più creativo dell’avversario umano.[1]

Coscienza

Nonostante la pigrizia sia stata il motore della ricerca tecnologica, dalla ruota all’aratro la macchina è stata guidata da un essere vivente, quindi ne ha subito i limiti. Eliminare questi limiti è stato il passo successivo: non un congegno che si muove secondo la volontà di un essere vivente, bensì un congegno al quale sono state date delle istruzioni – un programma – che la macchina esegue. Ci riuscì Alan Turing quando accelerò la vittoria alleata della Seconda Guerra Mondiale creando il computer: lui inseriva i codici della macchina tedesca Enigma, il suo proto-computer li decifrava per tutta la notte, uno dopo l’altro, senza mai fermarsi o stancarsi o perdere la concentrazione.

Programmare una macchina significa insegnargli a fare qualcosa e a farlo per sempre, anche se l’essere umano dovesse estinguersi (a patto che continui ad essere alimentata, ovviamente). Gli industriali la chiamano catena di montaggio, i programmatori ciclo di while: inizia → fai qualcosa → se hai finito, inizia daccapo, altrimenti continua. Guardando i video di una qualsiasi industria moderna, si può vedere come le macchine, sempre allo stesso ritmo, sono in grado di montare degli oggetti prestabiliti partendo dalla materia grezza fino al prodotto finito.[2] La macchina è uno strumento che fa una cosa sola perfettamente, senza stancarsi, né annoiarsi. Non mangia, non beve, non va in bagno, non dorme, non sciopera: il sogno di qualunque industriale.

Le rivoluzioni industriali hanno fatto scomparire dei lavori sostituendoli con altri: oggi, molto spesso, le catene di montaggio sono quasi interamente robotizzate. Esistono robot che costruiscono muri con mattoni e cemento,[3] robot che montano automobili,[4] robot che puliscono i pavimenti.[5] Robot e computer vanno di pari passo, perché al migliorare del secondo, aumentano le possibilità del primo. Ora siamo quasi arrivati alle auto che si guidano da sole.[6] Già hanno percorso centinaia di chilometri senza problemi:[7] i rari incidenti sono stati causati dagli automobilisti umani che non hanno rispettato il codice della strada.[8] Quanto ci vorrà prima che le società di trasporto, dai pullman ai taxi, passeranno a queste auto? Giusto il tempo che ci abitueremo a vederle in giro. Eliminare l’elemento umano non elimina solo il lavoro umano, ma anche l’errore umano. Significa eliminare il colpo di sonno o la guida in stato di ebbrezza, per esempio.

Autocoscienza

Il computer è la grande differenza fra le rivoluzioni industriali e l’attuale rivoluzione digitale. Il computer, con l’aumentare della tecnologia, diventa sempre più potente: i nostri PC casalinghi sono più potenti di quelli che mandarono l’uomo sulla Luna.[9] La miniaturizzazione dei chip, avvenuta grazie al transistor, ci ha permesso di trasformare in computer i nostri cellulari. I transistor moderni sono grandi appena pochi atomi: siamo ormai al limite di questa tecnologia. Così abbiamo pensato di fare il passo successivo, spingerci nell’infinitamente piccolo, aumentare la potenza di calcolo sfruttando gli elementi sub-atomici: Google sta lavorando al computer quantistico,[10] che sfrutta le leggi della meccanica quantistica e che dovrebbe avere una potenza di calcolo molto più grande di quella degli attuali super-computer, ma le possibilità che si aprono all’uomo meritano un discorso ben più ampio di questo.

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Come funziona l’Intelligenza Artificiale? La differenza fondamentale fra un normale programma e una IA è che quest’ultima non impara a fare, ma ad imparare. Il machine learning parte da alcuni algoritmi base: la macchina scopre quali funzionano meglio, per poi modificarli unendo i migliori e inserendo fattori casuali, permettendole di arrivare da sola all’algoritmo migliore per fare determinate cose. I vari assistenti digitali che usiamo (Google Now/Assistant, Siri, Cortana, Alexa) hanno alcune funzioni legate al machine learning, ma non sono in grado di creare nuova conoscenza. Una semplice IA, invece, è in grado di giocare a dei platform (tipo Super Mario Bros): parte da alcuni algoritmi molto semplici e perde fin da subito, ma ad ogni tentativo seleziona gli algoritmi migliori e li unisce, ripetendo il processo finché l’algoritmo non si affina sempre di più. Come si dice? “Sbagliando s’impara”. I primi prototipi di robot che utilizzano queste intelligenze artificiali sono in grado di imparare dei lavori semplici. Un robot è partito dal semplice gesto di accogliere le persone stringendo la mano, ora è in grado di preparare cocktail e servirli.

Conoscenza

Molti, allora, diranno che l’essere umano ha qualcosa che la macchina non ha, che siamo empatici, che siamo creativi. Siamo capaci di riconoscere le sensazioni e le emozioni degli altri e di immedesimarci. Questa capacità diventa necessaria per chi vuole intraprendere dei lavori nell’ambito dei “servizi”, generalmente associato al settore terziario avanzato: consulenza, vendita, marketing, pubblicità, gestore delle relazioni e dei rapporti con la stampa, il “tipo” delle risorse umane, editoria, giornalismo. Questi saranno i futuri lavori dell’essere umano. Eppure… Vi è mai capitato di vedere dei piccoli articoli in inglese, più o meno di 300 parole, che riportano per lo più dati? Quasi certamente quell’articolo è stato scritto da un computer: nel 2015 oltre 3000 report finanziari di Associated Press sono stati scritti da un computer.[11] È lecito pensare che, quando i computer saranno quantistici e le IA avranno imparato abbastanza, anche i lavori legati ai servizi scompariranno.

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Un robot cameriere in una ristorante in Cina

E allora faremo gli artisti. L’emozione raccolta in una nota, l’esplosività di un ossimoro, l’intensità di una pennellata… L’arte è l’espressione più alta dell’essere umano, raccogliendo in sé l’eterno conflitto fra la ragione e il sentimento, cristallizzandolo in forme creative. Poi scoprite – perché già le fanno – che un’Intelligenza Artificiale ha scritto la sinfonia che stavate ascoltando. E poi scoprirete che Google ha dato in pasto migliaia di libri alla sua IA, così che possa imparare a parlare meglio, a scrivere meglio, ad esprimersi meglio: a comprendere l’essere umano.[12] Persino l’app di Prisma altro non è che una IA che riconosce le linee delle foto e le ridisegna, come farebbe un pittore di strada. E allora competeremo con i computer anche nelle arti.

Dunque il lavoro del futuro sarà esclusivo per gli ingegneri, il cui compito sarà migliorare le IA? Neanche. Se l’Intelligenza Artificiale impara, saprà costruire macchinari da sola, robot da sola, aggiustarsi da sola. L’IA di Google ha creato un suo sistema di cifratura dei messaggi, che non ha nulla a che fare con quelli creati fino ad ora. Anche se è un sistema molto semplice (a soli 16 bit), è stato creato solo dalla macchina, senza alcun intervento umano:[13] e il sistema ha parlato con sé stesso senza che nessuno potesse sapere cosa stesse dicendo. Un vero e proprio flusso di coscienza hi-tech. La produttività del futuro sembra andare in un’unica direzione: le macchine, sotto la direzione delle intelligenze artificiali, lavoreranno per noi, mentre l’essere umano se ne starà al sole a guardare.

Conclusioni

robot-judgeNon sono un luddista e non credo che tutto questo possa essere necessariamente il male. Ma sono convinto che l’umanità, in questo momento, stia per varcare una soglia ancora troppo piena di ombre. Siamo dei novelli Ulisse che si spingono al largo, verso conoscenze che richiedono una maturità che non abbiamo; dei Faust che vedono Mefistofele nel progresso ad ogni costo. E se non ci poniamo neanche queste domande, dove troveremo le risposte quando sarà il momento? Siamo Frankenstein del XXI secolo convinti che la fantascienza arriverà fra un altro giorno. Ma, appena qualche mese fa, i tassisti combattevano contro Uber a Roma, mentre in California la stessa Uber sta creando il primo servizio di taxi fatto da smartcar, le auto che si guidano da sole.

Fonti

[1] Un computer di Google ha battuto il campione mondiale di “go”, in «Il Post», 9 marzo 2016, url: http://www.ilpost.it/2016/03/09/google-go-gioco/ (ultima visita 15 maggio 2017). Si veda anche Diletta Parlangeli, Intelligenza artificiale, Google ha già portato DeepMind oltre ogni immaginazione, in «Wired», 10 gennaio 2017, url: https://www.wired.it/gadget/computer/2017/01/10/intelligenza-artificiale-google-deepmind-oltre-ogni-immaginazione/ (ultima visita 15 maggio 2017).

[2] Un esempio banale, le lattine di coca-cola: https://www.youtube.com/watch?v=6MBt4_fRZXU

[3] https://www.youtube.com/watch?v=MVWayhNpHr0

[4] https://www.youtube.com/watch?v=sjAZGUcjrP8

[5] https://www.youtube.com/watch?v=wHzkdRgR5ok

[6] Le più famose sono senza dubbio le Google Car: https://waymo.com/

[7] Qui la lista dei viaggi più lunghi intrapresi dalle Google Car: https://waymo.com/journey/

[8] Lorenzo Longhitano, Il primo incidente provocato (davvero) da una Google car, in «Wired», 1 marzo 2016, url: https://www.wired.it/gadget/motori/2016/03/01/incidente-provocato-google-car/ (ultima visita 15 maggio 2017).

[9] Filippo Ferrari, I computer che hanno mandato l’uomo sulla Luna, in «Focus», 29 settembre 2015, url: http://www.focus.it/scienza/spazio/i-computer-che-hanno-portato-luomo-sulla-luna (ultima visita 15 maggio 2017).

[10] Sandro Iannaccone, Google: “Abbiamo un computer quantistico e funziona bene”, in «Repubblica.it», 1 agosto 2016, url: http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/01/08/news/google_il_nostro_computer_quantistico_funziona_-130785803/ (ultima visita 15 maggio 2017)

[11] Martina Nasso, Arriva Wordsmith Beta: possiamo provare il robot giornalista, in «Repubblica.it», 20 ottobre 2015, url: http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/10/20/news/arriva_wordsmith_beta_il_robot_giornalista_alla_portata_di_tutti-125514696/  (ultima visita 15 maggio 2017). Molto utile, per capirne il funzionamento, anche Andrea Minini, Wordsmith, un software robot-giornalista che scrive articoli, dal blog «Andrea Minini», 31 gennaio 2016, url: http://blog.andreaminini.org/intelligenza-artificiale/wordsmith-beta-software-robot-giornalista-per-scrivere-articoli-automatici (ultima visita 15 maggio 2017).

[12] Richard Lea, Google swallows 11,000 novels to improve AI’s conversation, in «The Gu2rdian», 28 settembre 2016, url: https://www.theguardian.com/books/2016/sep/28/google-swallows-11000-novels-to-improve-ais-conversation (ultima visita 15 maggio 2017)

[13] Sebastian Anthony, Google teaches “AIs” to invent their own crypto and avoid eavesdropping, in «Ars Technica», 28 ottobre 2016, url: https://arstechnica.com/information-technology/2016/10/google-ai-neural-network-cryptography/ (ultima visita 15 maggio 2017). Una spiegazione semplificata e in italiano è Michele Nasi, L’intelligenza artificiale di Google crea un sistema di cifratura, in «IlSoftware.it», 28 ottobre 2016, url: https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=L-intelligenza-artificiale-Google-crea-un-sistema-di-cifratura_14568 (ultima visita 15 maggio 2017)

[14] Un breve documentario sull’incontro (in inglese): https://www.youtube.com/watch?v=NJarxpYyoFI

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