Alien: nello spazio nessuno può sentirti urlare

“In space no one can hear you scream”, nello spazio nessuno può sentirti urlare: questa è la tag-line di Alien, film diretto nel 1979 da Ridley Scott, e mai slogan promozionale fu più azzeccato.

Risveglio dall'ipersonno

Dopo il successo di Guerre Stellari, la 20th Century Fox permise la produzione di una sceneggiatura fantascientifica, scritta da Dan O’Bannon; fu ingaggiato come regista Ridley Scott. Protagonista della storia è l’astronave mercantile Nostromo: diretta verso la terra, i suoi membri dell’equipaggio vengono risvegliati dall’ipersonno dal computer di bordo, che ha ricevuto un segnale di SOS proveniente da un pianeta sconosciuto. Dallas, capitano dell’astronave, decide di indagare, nonostante le perplessità di Ripley, suo vice. Nel momento in cui uno degli esploratori, attaccato da un alieno di razza sconosciuta, verrà riportato sull’astronave, inizierà la lotta per la sopravvivenza fra gli umani e l’ospite indesiderato.

Questo canovaccio filmico, già presente nel film La cosa dell’altro mondo, lungometraggio statunitense del 1951 (del quale verrà poi girato un remake da John Carpenter, intitolato La Cosa, nel 1982), verrà poi ripreso – alcuni anni dopo – dal film Predator, opera di John McTiernan.

Perlustrazione pianeta

Alien è una pellicola a metà strada fra fantascienza ed horror. Nella prima parte, viene mostrata la ricognizione del pianeta da parte di tre dei membri dell’equipaggio: sia il paesaggio brullo, disabitato e dominato dall’oscurità, sia la maestosità dell’enorme relitto alieno in cui si imbattono i protagonisti durante la perlustrazione, fanno presagire future sventure. Nella seconda parte, la vicenda si sposta sull’astronave, e la scenografia subisce un evidente mutamento; la Nostromo, infatti, trasmette sensazioni d’ansia e claustrofobia, per via della sua conformazione: tunnel, condotti d’aerazione e luoghi chiusi scarsamente illuminati.

Dettaglio XenomorphoA rendere il tutto più spaventoso ci pensa l’alieno che semina morte: nato dalla collaborazione fra l’artista svizzero Hans R. Giger e Carlo Rambaldi, lo Xenomorpho (questo il suo nome) è una creatura terrificante a vedersi, privo di punti deboli e di sentimenti di qualsivoglia tipo: stando alle parole di Ash, l’ufficiale scientifico di bordo (che trama affinché l’Alien non venga eliminato, anche a costo di sacrificare i compagni di viaggio), è degno di ammirazione proprio per le sue caratteristiche che lo rendono una macchina da guerra senza rivali. Per il lavoro di Giger e Rambaldi, Alien venne premiato con l’Oscar per i migliori effetti speciali (Rambaldi bisserà poi il successo grazie a E.T. l’Extraterrestre, di Steven Spielberg).

Però, se ogni eroe ha la sua nemesi, vale anche il contrario; in questo caso, dobbiamo parlare di eroina, dato che ad opporsi con successo all’avversario è una donna: Ellen Ripley – interpretata dall’attrice Sigourney Weaver – è senza dubbio uno dei personaggi più iconici del genere fantascientifico e del cinema tout court, a tal punto che l’American Film Institute le ha assegnato l’ottavo posto nella classifica dei migliori eroi del cinema statunitense. La sfida fra la Ripley e lo Xenomorpho è a dir poco impari; tuttavia, come una novella Ulisse, ella utilizza l’astuzia per avere la meglio su un avversario all’apparenza invincibile.

Ellen Ripley

Alien ha avuto tre sequel, sempre con la donna in lotta contro la razza aliena (degno di nota è Aliens del 1987, confezionato da James Cameron e, per alcuni addetti ai lavori, di qualità pari al suo predecessore), due prequel e altrettanti film-crossover – col Predator precedentemente citato. Va detto che la sceneggiatura originale del film di Scott presentava un finale molto più cupo rispetto a quello poi girato, siccome prevedeva anche la morte di Ripley, con la sua testa staccata a morsi dallo Xenomorfo. Ma l’idea di far trionfare l’essere umano sull’alieno si è rivelata azzeccata, regalandoci una delle saghe più amate dagli appassionati di cinema.

Curiosità: G. Kane, il membro dell’equipaggio dal cui torace fuoriesce la mostruosa creatura aliena durante la celeberrima scena dell’ultima cena, è interpretato dall’attore John Hurt. Quest’ultimo, scomparso lo scorso gennaio, detiene un record poco invidiabile: è infatti al primo posto nella classifica (stilata dal sito nerdist.com) degli attori con più morti sullo schermo: ben 43!

kane

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